Abitato ininterrottamente fin dal Paleolitico, il territorio di Gravina in Puglia (da grava = pozza, buca) ha subito nei secoli, per la sua posizione geograficamente favorevole, le colonizzazioni peuceta, greca e romana, acquisendo così il nome di “Silvium”. La città odierna nacque solo nell’Alto Medioevo, per accogliere gli abitanti della vicina Petramagna (conosciuta anche come Botromagno o Petramanca), rintanatisi in grotte scavate nel tufo ai margini del burrone del torrente Gravina per sfuggire alle invasioni barbariche. Nacquero così i quartieri Piaggio e Santovito.
Protagonisti della storia della città sono anche i tratturi pastorali provenienti dalla Lucania che s’incrociavano nel territorio di Gravina. Un incessante flusso di greggi e di pastori ha animato per secoli il villaggio di grotte, dove c’è ancora la prima cattedrale, una chiesa a cinque navate scavate nel tufo e dedicata a san Michele. Altre chiese rupestri sono: il tempio pre-cristiano poi dedicato alla Madonna della Stella, la cripta rupestre del Padre Eterno, il complesso ipogeo delle Sette Camere, la cripta bizantina affrescata di San Vito Vecchio
Divenuta sede vescovile nel IX secolo sotto i Bizantini, dopo il 1040 la città passò sotto i Normanni, ed ebbe la sua Cattedrale di rito latino. In seguito giunsero gli Svevi, e venne così costruito il castello per le battute di caccia di Federico II, che prediligeva la sua “urbs opulenta” ad altre stazioni venatorie.
Vennero quindi gli Angioini e, dal 1380, la nobile e potente famiglia Orsini (un discendente di questa famiglia, Pier Francesco, divenne papa nel 1724 con il nome di Benedetto XIII), feudataria fino al 1807, anno in cui il governo napoleonico abolì la feudalità nel Regno di Napoli.
Oltre al castello e alla cattedrale, da visitare sono la Biblioteca Finya (una delle più antiche biblioteche esistenti in Puglia, fondata nel 1686); il bastione medioevale, testimonianza delle antiche mura medievali risalenti al IX sec; il Palazzo Ducale, meglio conosciuto come Palazzo del Principe, ultima residenza degli Orsini; l’area archeologica di “Botromagno e il Museo “Pomarici Santomasi”, che ospita gli affreschi estratti dalla cripta rurale di San Vito Vecchio, una Pinacoteca, diverse mostre e una raccolta di monete.